mercoledì 5 luglio 2017

Recensione #4: L'uomo che inseguiva i desideri di Phaedra Patrick .

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Titolo: L'uomo che inseguiva i desideri
Autore: Phaedra Patrick
Editore: Garzanti
Pagine: 288
Prezzo cartaceo: 14,37€ 
Prezzo Ebook: 9,99 €

Da un anno, ogni mattina, Arthur Pepper si sveglia alle sette e compie con esattezza gli stessi gesti. Si veste seguendo un ordine preciso, mangia una fetta di pane tostato, poi alle otto e mezzo si mette a sistemare il giardino. Questo è l'unico modo per superare il dolore per la perdita dell'amata moglie, Miriam, dopo tutta una vita passata insieme. Solo così gli sembra di poter fingere che lei sia ancora con lui. Ma il giorno del primo anniversario della sua scomparsa, Arthur prende coraggio e decide di riordinare gli oggetti di Miriam. Nascosta tra gli stivali, vede improvvisamente una scatolina. Dentro c'è un braccialetto con dei ciondoli: sono a forma di tigre, fiore, elefante, libro e altri piccoli oggetti. L'uomo sulle prime è perplesso; la moglie non indossava gioielli. Ma poi guarda con più attenzione e si accorge che su un ciondolo è inciso un numero di telefono, che Arthur non può fare a meno di chiamare subito. È l'inizio della ricerca e delle sorprese. Seguendo i ciondoli Arthur compie un viaggio che lo porta su un'assolata spiaggia di Goa che ha visto la donna giocare con un bambino indiano, a Londra da un famoso scrittore, in un'accademia d'arte dove è custodito un ritratto di Miriam da giovane, a Parigi in una raffinata boutique, in un castello della campagna inglese dove incontra una tigre, e in tanti altri luoghi che non aveva mai visitato. Un viaggio che gli fa scoprire una Miriam sconosciuta, ma che ha ancora tanto da insegnargli. E gli ricorda che l'amore è sorprendersi ogni giorno, per tutta la vita e anche oltre. 

Recensione

Immagine di quote, anything could happen, and heartArthur Pepper è il classico settantenne che ogni giorno ripete sempre ed esattamente le stesse ed identiche cose: si alza, fa la solita colazione, da l'acqua a Frederica e passa il resto del suo tempo a crogiolarsi in isolamento per la recente perdita di sua moglie Miriam. E' un momento difficile e Arthur n sa proprio come reagire fino a quando, dopo aver ricevuto più volte spunto dalla figlia, decide di mettere in ordine le cose della moglie e di disfarsene. Perché si sa, vivere nel passato non ha mai aiutato nè giovato. Ragion per cui, il nostro vecchietto decide di rimboccarsi le maniche e di darci un taglio con tutta quella depressione che si auto infligge e comincia a riordinare, partendo dalla camera da letto. Ma è proprio dai primi passi di questo nuovo impegno che Arthur rimane bloccato: mentre stava riordinando delle calzature della moglie trova una piccola scatolina contenente un misterioso braccialetto che mai aveva visto né indosso alla moglie né in casa sua. Ma egli non sa la cosa ancora più interessante: che sarà proprio quel braccialetto che lui reputa una condanna a farlo tornare a vivere.
Ebbene si: tra viaggi a Londra in mezzo alle tigri fino a Parigi in un atelier da sposa, Arthur ritrova se stesso. Ritrova la gioia di vivere, di emozionarsi, di provare nuove esperienze e nuove amicizie.
Ma tutto ciò accade in maniera allegra, dinamica e simpatica dipingendo la storia come un colorato quadro dove buffi personaggi come la vicina e cara amica Bernadette e suo figlio Nathan, i figli Lucy e Dan, Mike il povero o la raffinata Madame Bourdin racchiuso da una cornice intrecciata che collega tante storia ad una sola: a quella di Miriam.


Inizio con il dire che questo libro mi ha tenuto "compagnia" durante il mio blocco del lettore durato quasi... dua anni. Ebbene si, a tutti capita un momento di dispersione, forse anche più di uno, dove non sai più orientarti, nella vita come nelle passioni. Ti senti perso, disorientato, affogato da una dimensione che non riconosci, che non ti sembra aver niente a che fare con te.
Eppure... a quel punto lì ci sei arrivato da un qualche cosa di simile al presente, quel recente passato che ha portato al caos non è poi così differente dal confusionale presente.
Questa sensazione ha trovato la sua anima gemella in questo libro.
Anche il protagonista è nella mia stessa situazione: abituato al solito, alla consuetudine, alla normalità d'improvviso si ritrova catapultato in un'altra realtà dopo la perdita della sua amata consorte. Si sente perso, quasi come fosse morto, senza obiettivi o scopi precisi.


Il mio blocco non ha niente a che vedere con il romanzo, anzi... sinceramente credo che se non lo avessi avuto questa lettura l'avrei terminata in un paio di ore.

La storia è scritta in maniera chiara, scorrevole, senza mezze vie. E' impossibile fraintendere anche solo la più piccola delle cose o dettaglio. La scrittura risulta adatta a tutte le età, non ci sono termini o confini particolari che sono stati tracciati e anche la storia in se e per se non ha un un'unica direzione ma abbraccia una vasta gamma di lettori.

Nonostante il leggero e apprezzabile romanzo, devo ammettere che non ho provato quel brivido, quel fremito che certe storie sono capaci di darmi. Sì, la storia in se è bella, ti trasporta in giro per il mondo con lo scopo di trovare l'origine e il motivo per cui ogni ciondolo è stato creato e regalato alla amatissima Miriam. Eppure... la mia bianca e vuota mente non si è colorata di alcuna sfumatura mentre leggevo.
Non ci sono stati palpiti, batticuore o imprecazioni (mi è capitato di disperarmi o piangere a fiumi per dei libri, per cui...).

La cosa che più mi dispiace di questa recensione è proprio questo: il poco.
Non c'è molto da dire, non c'è nulla da elogiare e praticamente nemmeno da criticare. Non c'è nulla che mi abbia folgorato, nulla che mi abbia impressionata, fatta innamorare di qualche personaggio o situazione, nulla che mi abbia permesso di desiderare di far parte della storia, nulla che mi abbia permesso di provare emozioni forti.
Sì, romanzo carino e di compagnia ma niente di eccezionale.


/Mizuki

2 commenti:

  1. Non è il mio genere di libri, ma dalla recensione sembra molto interessante!

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    1. Mi ricordo ancora che lo comprai per la trama; mi aveva ispirata molto ma le cose alla fine sembrano quasi scontate e sinceramente è proprio... apatico, non mi ha trasmesso nulla nemmeno in certe scene dove le cose sono diventate molto molto toccanti se non tragiche a volte!

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